AMBI.EN.TE resti pubblica. Ora si ritiri la delibera di Dicembre 2011 che prevedeva la privatizzazione
Smorzata l’enfasi ideologica per le privatizzazioni, AMBI.EN.TE
rimanga pubblica.
La Corte Costituzionale da ragione alle Regioni, tra cui la Puglia di
Vendola.
L’art. 4 della Finanziaria 2011 di Tremonti-Berlusconi è
anticostituzionale,
perché ripropone la privatizzazione dei servizi locali, abrogata, con
il
Referendum, da 27 milioni di Italiani.
Ora, finalmente, si può tornare a ragionare sulla giusta
valorizzazione di
importanti esperienze di gestione dei servizi compiute a livello
locale.
Un patrimonio di enorme valore sociale che va difeso e, soprattutto,
migliorato.
Bloccato, con questa sentenza, il tentativo di molti amministratori
locali,
Alemanno in testa, di privatizzare i servizi, in spregio alla volontà
espressa
dal “popolo dei referendum”.
Anche a Ciampino viene messa in discussione la decisione
dell’Amministrazione
Comunale di privatizzare la raccolta dei rifiuti fatta dalla società
a capitale pubblico AMBI.EN.TE, sulla quale il nostro Circolo si è
nettamente opposto.
Ora si ritiri la delibera di Dicembre 2011 che prevedeva la
privatizzazione e si apra una seria discussione sulla gestione dei
servizi.
