ROMA, LE PRIMARIE, IL NOSTRO FUTURO

Scritto da Massimo Cervellini il 24.07.2012 e inserito in Notizie

L’avvicinarsi delle primarie a Roma e la disponibilità del Presidente della Provincia a parteciparvi apre una nuova fase politica che impone a tutti i soggetti attivi di questa città, SeL in primis, di mettersi in discussione e prepararsi ad assumere un ruolo più decisivo nel difficile equilibrio tra coalizioni politiche e società civile. Indubbiamente abbiamo perso del tempo prezioso, ma ora siamo chiamati ad avviare un serrato e innovativo confronto di idee per formulare proposte concrete che guardino ad un futuro radicalmente diverso, senza attendere che a delineare i nuovi scenari siano le decisioni dei nostri compagni di viaggio, come è accaduto negli ultimi mesi. Il momento giusto è adesso: non abbiamo più intenzione di abdicare al nostro ruolo e alle nostre responsabilità. Vogliamo costruire un’alternativa al sistema fallimentare di Alemanno che permetta anche di identificare il nostro modello come appartenente a quella sinistra altra, riconoscibile, inconfondibile, che è nelle nostre radici più profonde e che dobbiamo restituire al futuro con le capacità di interpretare il nuovo tempo e di uscire dalla crisi.

Una crisi che ci consegna una città in ginocchio, fragile, impaurita, chiusa su se stessa. Sono lontani i tempi in cui Roma era la locomotiva del sistema economico non solo di area metropolitana, ma con vocazione regionale  e respiro europeo.

E’ inutile rimpiangere o demonizzare un ormai superato Laboratorio-Roma: ora bisogna individuare insieme una nuova missione laica per la Roma del terzo millennio.

Il primo passo è una presa di distanza da quel centrosinistra che ha smarrito la sua anima aprendosi – nella gestione della cosa pubblica – alla contaminazione del privato, dimenticando troppo spesso i principi democratici della concertazione e della condivisione delle scelte comuni. Né serve un timido ritorno all’investimento pubblico per rendere meno insopportabile ai cittadini il graduale sgretolamento del Welfare. Adesso è necessaria una potente leva per cambiare i connotati di fondo dello sviluppo e ripensare totalmente il nostro futuro.

Iniziamo da una provocazione: nonostante un piano regolatore piuttosto spregiudicato rispetto alla tutela del territorio e l’uso che ne ha fatto e intende farne Alemanno, Roma rimane il comune con estensione agricola più vasto d’Europa, a cui va aggiunta anche l’Area Metropolitana. Le forze progressiste dovrebbero tornare ad investire sull’agricoltura come attività primaria impegnando risorse – anche con il coinvolgimento dei giovani, previa formazione mirata – per realizzare in tempi rapidi un piano di produzione agricola di qualità, mirato a riqualificare i migliaia di ettari oggi incolti che altrimenti rischiano di essere destinati alla speculazione che la destra capitolina e regionale (con il suo piano casa Polverini-Ciocchetti) ha già in parte delineato. È necessario agire subito in questa direzione, invece di limitare il nostro campo di azione unicamente alla riduzione dei danni derivanti dagli abusi perpetrati dalle altre forze politiche. Qui sta il vero spartiacque fra chi sta a guardare e chi invece agisce, fra una megalopoli del terzo millennio ed uno sviluppo che faccia leva sulla qualità dell’ambiente e la sua capacità di creare lavoro sostenibile, realizzando filiere virtuose dal punto di vista delle risorse, che valorizzino nello stesso tempo lo straordinario patrimonio artistico-archeologico del territorio: la nostra è un’idea antitetica a quella del turismo consumistico dell’incultura che porta a scempi come quello di Abete, che vorrebbe smantellare Cinecittà Studios per farne un triste Luneur tematico, patetica caricatura di quella che fu la “Fabbrica dei Sogni”, simbolo del cinema e della nostra cultura nel mondo, che invece noi vogliamo rilanciare e rendere patrimonio intangibile di tutti. Lo dobbiamo alle lavoratrici e ai lavoratori che stanno lottando non solo per il diritto a mantenere un’occupazione, ma soprattutto per difendere la nostra idea di Città, che ci riguarda tutti, cittadini e forze progressiste, e sui cui valori, di oggi e di domani, vogliamo fare la differenza.

Tutti insieme abbiamo già trovato coesione per impedire che la destra a Roma svenda Acea, affinché l’acqua rimanga un bene comune, come espresso solennemente da  un milione e duecentomila romane e romani e come ribadito a chiare lettere dalla sentenza della Consulta di pochi giorni fa.

Forte di queste recenti esperienze, SeL oggi è capace di costruire un progetto alternativo per Roma, per rinnovare nel profondo le aziende municipalizzate, restituendole alla loro vocazione di enti efficaci ed efficienti e rendendole anche il luogo privilegiato per una politica che rilanci il diritto alla dignità del lavoro, il diritto alla mobilità, oggi fortemente compromesso soprattutto nelle nostre periferie, e il diritto ad un ambiente sano, liberando tutti i soggetti coinvolti nella filiera dello smaltimento dei rifiuti dal ricatto che il monopolista privato ha imposto da oltre trent’anni alla nostra città e alla sua provincia.

Ora è necessaria una accelerazione a questo processo di confronto e di elaborazione Confido nella certezza che presto si renderanno disponibili forze organizzate, comitati, persone e professionalità. Ciascuno misurerà il grado del suo impegno e contributo, collettivo ed individuale. La vicenda politica ci dirà, quanto prima, come spero, se, come e quando si svolgeranno le primarie nazionali. Nella sintonia che ritengo indispensabile, che dovrà però basarsi su convergenze di programma chiare e trasparenti, spetta a noi romani e romane definire regole, perimetro e date per Roma e per le presidenze dei suoi municipi. Spetta a noi di SeL far sentire più chiaramente la nostra voce.

Come a Milano, Cagliari e Genova, mi auguro che SeL Roma, con il senso del limite derivante dal costituire una piccola parte di un movimento più grande e forte, ma anche con la consapevolezza di poter fornire un valore aggiunto indispensabile per la vittoria del cambiamento nel 2013 nella capitale, sappia essere all’altezza della sfida difficile e dall’esito non scontato portando avanti le proprie idee, non delegandole, ma affidandole all’entusiasmo anche di persone nuove. SeL deve proporre, insieme al corpo vivo di questa città, una visione di campo, ovviamente di sinistra, che non demandi a nessuno il ruolo di interprete dei propri interessi e della propria volontà.

Resta però fondamentale riuscire a coinvolgere al massimo la partecipazione di tante e tanti cittadini, oggi delusi, per sottrarli alla tentazione di fuggire dall’impegno, di inseguire populismi  demagogici, dannosi al bene comune e al vero cambiamento. Dobbiamo far irrompere nel ristretto cerchio del ceto politico il vasto popolo di Roma, dei suoi rioni, dei quartieri e delle sterminate periferie che forse nemmeno più conosciamo.

Tutti i sondaggi che abbiamo letto in questi giorni, in particolare su Roma, evidenziano un dato comune: circa metà della popolazione romana è incerta se e come partecipare alla fase finale elettorale.

Su questa perplessità si gioca la vera partita!

Abbiamo pochi mesi: se li usiamo per parlare ciascuno ai cerchi ristretti dei nostri interlocutori diretti, potremo riempire qualche piazza, ma troveremo le urne vuote.

Se sapremo invece coinvolgere quel popolo grande e oggi sempre più sofferente, nell’ascolto e nella responsabilità di condividere le nostre proposte chiare, coraggiose, che non pretendono di mettere insieme speculatori e vittime, monopoli privati e diritti civili e sociali, possiamo vincere questa battaglia. In gioco c’è il futuro di Roma: il nostro futuro. SeL può fare concretamente la differenza.

 

Massimo Cervellini – Responsabile SeL Roma.

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2 commenti per “ROMA, LE PRIMARIE, IL NOSTRO FUTURO”

  1. Riflessione condivisibile in molti suoi punti. Andiamo avanti, adesso, ed individuiamo i temi delle primarie e della successiva campagna elettorale (a Roma e nel paese). Di seguito il mio contributo.

    “La partita che vogliamo riaprire non concede tempi supplementari o rigori. Vinciamola! Riflessioni per Sinistra Ecologia Libertà”.

    http://www.sinistraecologialiberta-roma1m.org/spip/spip.php?article200

  2. Eliciccio scrive:

    “Le parole sono importanti”, diceva Nanni Moretti in uno dei suoi film più celebrati e finalmente in questo articolo ne trovo molte degne di essere di nuovo dette ed ascoltate: sinistra, laicità, democrazia, libertà, diritti… Grazie, era ora!!

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